DISEGNIAMO IL FUTURO- Proposte per la riforma del Terzo Settore

 

Alleghiamo il documento che  è stato consegnato all’incontro tenuto a SILEA di Treviso il 27 Giugno 2014 sulle proposte di “riforma del Terzo Settore”
E’ fonte di discussione in Parlamento e all’interno leggerete le proposte della Conferenza permanente delle Associazioni (CONVOL)  –  del FORUM nazionale del Terzo Settore e le osservazioni fatte dai tre sindacati unitari CGIL – CISL – UIL .

In sunto le proposte :

-Togliere il tetto del 5 x mille che in realtà diventa il 4 x 1000 e speriamo non diventi  meno
-I beneficiari  rientrano in una rosa troppo grande: dividere volontariato da imprese o altro
-procedure : eliminare l’iscrizione annua se non cambiano i dati associativi
-modalità iscrizione-conferma iscrizione al Registro Regionale : essendo diverso per ogni Regione snellire il pesante aspetto burocratico
-modifica  codice natura giuridica e civile: avere o meno personalità giuridica per togliere la responsabilità ai componenti il Consiglio e riversarla su Associazioni
-legge 40 applicativa della 266 da rivedere
-rivedere l’appartenenza alla 383 : quali associazioni fanno realmente parte della promozione sociale; manca legge applicativa
-IVA : per l’acquisto di auto da parte delle Associazioni, le agenzia di vendita applicano il 22% non  il 4% come per acquisto da parte di disabili. Le auto delle Associazioni servono per accompagnare persone in difficoltà ….. attendiamo

ENZO COSTA membro del  Forum del Terzo Settore e partecipante alla tavola di lavoro dei cambiamenti avvisa che sulla riforma si lavorerà per tutto il 2015. Dovrebbe uscire a Luglio il decreto sulle linee guida su cui lavorare sia per la 266 sia per la 383. Importante comprendere che si passa da un sistema bipolare : Stato –Mondo del lavoro, –  ad un sistema tripolare : Stato – Mercato (mondo del lavoro) – società civile organizzata <terzo settore>

Passare da una comunità fondata sulla socialità : vivere assieme a comunità fondata sulla socievolezza : vivere in comune, bisogno di vivere assieme cioè: da una parte dono ,dall’altra ricevo senza entrare nel concetto di solidarietà ecclesiastica; bisogna però creare per i giovani un mondo dove vengono rivalutati  i valori, la reciprocità.

Il volontariato poi, non è un’opportunità di lavoro né per giovani né per i cinquantenni usciti purtroppo dal mondo del lavoro e che non trovano  collocazione nel territorio

Altro punto dolente da considerare è: ordinare le Associazioni secondo i settori ed i meccanismi di controllo che non devono  essere repressivi ma educativi ; devono essere a fianco delle Associazioni per aiutarle nel percorso sia di volontariato che di promozione sociale.

Secondo il suo parere devono essere ritoccate le detrazioni fiscali per l’associazionismo ; vedi auto per i volontari che danno un servizio utilissimo al territorio, che affiancano gli assessorati al sociale dei vari comuni e che ancora pagano l’IVA come un privato. Da rivedere i c/c sia bancari che postali.

GILBERTO GRAZIOTTIN del consorzio provinciale Intesa che si occupa delle cooperative sociali nate alla fine degli anni 70
-la positività delle cooperative è di poter dare un lavoro alle persone, partendo dai ragazzi, con disabilità non solo fisica ma anche psichica, ai carcerati, a ex drogati ecc….
-servizi alla persona: in questo si avvicina molto alle associazioni di volontariato
-sono radicate nel territorio
-godono di appalti come il volontariato di convenzioni, ma vanno su binari diversi
-anche secondo  loro il problema dell’IVA al 22% penalizza i mezzi  usati per il bene della popolazione soprattutto per l’accompagnamento dei disabili alla sedi di lavoro. Puntualizza anche la possibilità che : gli asili nido sia che vengano gestiti da cooperative sia da volontari, togliendo l’Iva al 4% e portandola al 22%,  chiudano i servizi
-punto favorevole per le cooperative è un mondo di inserimenti lavorativo soprattutto per i giovani; al 60% si lavora con appalti privati e quindi : come integrare nel miglio modo possibile il mondo delle cooperative con il mondo lavorativo esterno?
-legge civile : il servizio civile che guarda al mondo giovanile deve essere adeguato,  visto il suo grande supporto alle cooperative sociali

EDOARDO PATRIARCA  Presidente Centro Nazionale volontariato – senatore PD che ha a cuore il buon svolgimento del volontariato e quindi una ampia gratitudine ai volontari

Ogni soggetto : Stato – Mercato – Terzo Settore – : ognuno ha una propria responsabilità  e una dignità nel proprio ambito. Quindi se il volontariato viene riconosciuto come valore, allora lo stesso DEVE   essere interpellato in tutti i contesti non solo quando si presenta il bisogno urgente
Valore importante di cittadinanza è la democrazia, la possibilità dei cittadini di organizzarsi per DONARE ;  rispondono per operare nel territorio per il bene ed il bello dello stesso. Ad  ogni volontario sta a cuore il valore architettonico, artistico,sociale, sanitario del proprio territorio. Il volontariato è un mondo di solidarietà, (lo Stato ed il Mercato, ognuono fa il proprio mestiere) solidarietà che troviamo in ogni campo anche nel mondo del lavoro; guardiamo alle cooperative : lavorano nella solidarietà ma creano per i meno fortunati <lavoro>
– gestione dei beni ambientali del turismo sociale, della cura ai disabili, lavoro di cura  come lavori ufficializzati : preziosi ma che il mondo del lavoro classico ha messo da parte, ha dequalificato.
– aiutare le cooperative sociali a dare dignità al lavoro sociale, al lavoro di cura perché potrebbe diventare il lavoro di domani per i giovani

Nel volontariato ci vuole TRASPARENZA, capacità di render conto,  quindi è necessario  guardare alla riforma del Codice Civile  nell’ambito della fiscalità e dell’impresa sociale
nei prossimi giorni uscirà la legge delega che contiene sette articoli sul volontariato:
1 – 2 risponderanno a cos è il terzo settore. Cosa siamo e chi siamo
3- prevede un percorso di manutenzione e revisione delle leggi 266/91  e  383/2000
4- impresa civile
5 – servizio civile
6- revisione fiscale – 5 per mille – detrazioni – IVA
7 – disegno di legge

La commissione manterrà il  contatto e la condivisione con il terzo settore per un dialogo aperto e poter stilare un documento positivo e preciso del TERZO SETTORE

EMILIO NOARO  Presidente Regionale del MOVI che dà il proprio contributo perché i volontari hanno chiesto e quindi capito la necessità di riformare le leggi che riguardano il terzo settore tenendo presente  la richiesta di precisione, di fermezza in modo da non dare adito a diverse interpretazioni.

Uso dei beni comuni – diritti di cittadinanza – diritti dei cittadini più deboli – questi i nodi su cui centrare le riforme, su cui operare.  Si deve operare anche per ricostruire le fondamenta giuridiche, ridefinire i confini e separare il grano dal loglio – ci sono dei limiti da superare come :
– riorganizzare territorialmente i CSV
– perseverare nel ruolo educativo donando il senso di CITTADINANZA  ai giovani
– perseverare nel vedere la scuola come presidio promozionale dei valori costituzionali in tutti i territori
– fissare per legge il supporto del 5 per mille e regolamentarlo sia per chi fa la domanda sia chi può fare
domanda
– aggiornare le competenze dell’Osservatorio del Volontariato
– valorizzare il principio di sussidiarietà verticale ed orizzontale
assicurare una “leva” di giovani per la difesa della Patria accanto al servizio civile

E’ MOLTO IMPORTANTE LEGGERE I DOCUMENTI  tra di essi si nota infatti che mentre nel Veneto abbiamo un registro di iscrizione regionale, a livello nazionale  manca  un registro per l’iscrizione del volontariato.  E’ attivo,  invece, a livello nazionale,  quello della promozione sociale.

IL FORUM DEL TERZO SETTORE  pone l’accento su un punto , per il volontariato, MOLTO IMPORTANTE :

“ LA RIFORMA, RITENIAMO, DEBBA PORSI  LA FINALITA’ DI FAR SI’ CHE IL TERZO SETTORE
LIBERI LE SUE ENERGIE E VENGA RICONOSCIUTO, SOSTENUTO E PROMOSSO QUALE ATTORE STRATEGICO PER LO SVILUPPO POLITICO, ECONOMICO E SOCIALE DEL PAESE, SOGGETTO DEL CAMBIAMENTO……………………………

VA QUINDI RICONOSCIUTA LA   “ FUNZIONE PUBBLICA “ DEL TERZO SETTORE QUALE
PROTAGONISTA NELL’ATTUAZIONE DEI PRINCIPI COSTITUZIONALI DELLA SOLIDARIETA’

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